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Riscoprire la gioia per essere dei veri credenti!

March 26, 2015|Posted in: Notizie

La gioia consente a ciascuno di noi di poter definire il nostro stato di fede. Papa Francesco ha preso spunto dalla Prima Lettura del giorno (Gn 17, 3-9) per affermare come la gioia sia un elemento indispensabile per le nostre vite e per ricordare come gli stessi dottori della Legge ne abbandonarono il valore. Perdere la capacità di provare gioia è una tentazione a cui molti cristiani sono sottoposti, ma a cui faremmo bene a guardare con diffidenza affinché questa condizione non ci trasformi tutti quanti in fedeli tiepidi, cupi e grigi.

La gioia, del resto, è alla base stessa della fede: “Il nostro padre Abramo è stato capace di gioire perchè aveva fede”, mentre i dottori della Legge “avevano perso la fede. Erano sì dei sapienti della Legge. Ma erano persone senza fede. E perdendo la fede persero anche la Legge stessa dal momento in cui al centro della legge deve esserci sempre l’amore verso Dio e verso il prossimo”.

I dottori della Legge sui quali si concentra la Lettura del giorno, in sostanza, sostituirono l’amore con un sistema di dottrine ben precise e che tenevano molto affinché nessuno toccasse. Questo approccio li trasformò in uomini totalmente privi sia di fede che di legge, morbosamente “attaccati a dottrine che finiscono per diventare un atteggiamento casistico”.

Ma noi non vogliamo percorrere il tragitto tracciato dai dottori della Legge, perchè non vogliamo vivere in un “mondo astratto e senza amore, un mondo senza speranza, un mondo senza fede, un mondo senza fiducia, un mondo senza Dio” altrimenti non possiamo gioire, proprio come non lo poterono fare i sapienti dottori di allora. La gioia della fede e del Vangelo è quindi una pietra di paragone della persona: senza gioia quella persona non può dirsi davvero credente!

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